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Ritratto di un custode di fantasmi

Il mito dello scudetto perso in albergo

Eccolo, il custode dello scudetto perso in albergo, quello che ancora oggi vede fantasmi nei corridoi e li scambia per verità storiche. Curioso, davvero curioso, che proprio lui — sì, Alvino — abbia costruito la sua narrativa sul mito del “qualcuno che gli ha rovinato i sogni”, salvo poi ritrovarsi a idolatrarlo nelle notti più insonni.


L’episodio Sky e l’astio che ne seguì

Un giorno lontano, rincorrendo la fama dai microfoni di Sky, ebbe la brillante — e decisamente poco elegante — idea di augurare a un tifoso juventino una “morte lenta e sicura”.

Sky, giustamente, lo premiò con un licenziamento in formato extra‑large.

Da lì nacque il suo astio viscerale verso il bianconero, colore che però, ironia della sorte, ha accompagnato i trionfi più luminosi della sua squadra.


Le lezioni della storia (che qualcuno non studia)

La storia è maestra, ma non tutti la studiano.

Moggi: oggi demonizzato, ieri osannato.

La famiglia Agnelli: oggi bersaglio, ieri celebrata al punto da portare l’Alfa Romeo in dono nel primo scudetto.

La triade, Calciopoli, Diego e i suoi segreti: tutto archiviato, tutto dimenticato, purché serva alla narrazione del momento.


L’attualità che ribalta i ruoli

E poi l’attualità, che è sempre la parte più divertente.

Conte, Manna, Allegri: un tempo allergeni potentissimi per il popolo azzurro, oggi improvvisamente condottieri degni di corte.

Higuain: da “traditore del popolo” a nome che non si pronuncia più, perché la Juventus — quella “brava gente” — è tornata utile alla causa.


Il capitolo poetico: Orsato

E ora, il capitolo più poetico: Orsato.

Un tempo simbolo del grande torto, oggi quasi riabilitato perché “del fallo il Napoli ha scagionato”.

Ma tranquilli: alla prossima occasione, quando tornerà il ricordo dello scudetto perso in albergo, la rivoluzione ripartirà.

Orsato tornerà alla berlina, come da copione.


Il tifo identitario e il cuore bianconero nascosto

Il tifo identitario è così: accoglie tutti, tranne i figli di Napoli che amano l’azzurro del cielo… ma nel cuore, quando si parla di calcio, battono bianconero.

 
 
 

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