Ritratto di un custode di fantasmi
- Ciro Cuomo

- 24 ago
- Tempo di lettura: 2 min
Il mito dello scudetto perso in albergo
Eccolo, il custode dello scudetto perso in albergo, quello che ancora oggi vede fantasmi nei corridoi e li scambia per verità storiche. Curioso, davvero curioso, che proprio lui — sì, Alvino — abbia costruito la sua narrativa sul mito del “qualcuno che gli ha rovinato i sogni”, salvo poi ritrovarsi a idolatrarlo nelle notti più insonni.
L’episodio Sky e l’astio che ne seguì
Un giorno lontano, rincorrendo la fama dai microfoni di Sky, ebbe la brillante — e decisamente poco elegante — idea di augurare a un tifoso juventino una “morte lenta e sicura”.
Sky, giustamente, lo premiò con un licenziamento in formato extra‑large.
Da lì nacque il suo astio viscerale verso il bianconero, colore che però, ironia della sorte, ha accompagnato i trionfi più luminosi della sua squadra.
Le lezioni della storia (che qualcuno non studia)
La storia è maestra, ma non tutti la studiano.
Moggi: oggi demonizzato, ieri osannato.
La famiglia Agnelli: oggi bersaglio, ieri celebrata al punto da portare l’Alfa Romeo in dono nel primo scudetto.
La triade, Calciopoli, Diego e i suoi segreti: tutto archiviato, tutto dimenticato, purché serva alla narrazione del momento.
L’attualità che ribalta i ruoli
E poi l’attualità, che è sempre la parte più divertente.
Conte, Manna, Allegri: un tempo allergeni potentissimi per il popolo azzurro, oggi improvvisamente condottieri degni di corte.
Higuain: da “traditore del popolo” a nome che non si pronuncia più, perché la Juventus — quella “brava gente” — è tornata utile alla causa.
Il capitolo poetico: Orsato
E ora, il capitolo più poetico: Orsato.
Un tempo simbolo del grande torto, oggi quasi riabilitato perché “del fallo il Napoli ha scagionato”.
Ma tranquilli: alla prossima occasione, quando tornerà il ricordo dello scudetto perso in albergo, la rivoluzione ripartirà.
Orsato tornerà alla berlina, come da copione.
Il tifo identitario e il cuore bianconero nascosto
Il tifo identitario è così: accoglie tutti, tranne i figli di Napoli che amano l’azzurro del cielo… ma nel cuore, quando si parla di calcio, battono bianconero.



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