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INTERòPOLI - LA VERITà CHE I MEDIA NON HANNo IL CORAGGIO DI RACCONTARE


Introduzione - Un lavoro di analisi per ristabilire la verità dei fatti

Questo articolo nasce da un lavoro di analisi accurata, capillare e puntuale sulle carte dell'inchiesta Interòpoli, con l'obiettivo di realizzare una forma autentica di controinformazione, restituendo la realtà dei fatti e confutando la narrazione distorta proposta da alcuni media mainstream. Una vicenda giudiziaria e sportiva complessa, che si è tentato di attenuare o relegare ai margini del dibattito pubblico, ma che - alla luce dei documenti ufficiali, dei verbali e delle intercettazioni - delinea condotte chiaramente riconducibili a violazioni disciplinari e sportive di estrema gravità.


Il quadro generale - Un sistema di condizionamento strutturato

Non esiste alcun "sistema che trema": ciò che emerge è un insieme di dinamiche che si è cercato di mantenere sotto traccia, ma che le carte dell'inchiesta rendono inequivocabili. Le intercettazioni e i verbali delineano fattispecie conclamate di illecito sportivo, tali da imporre sanzioni severe, fino alla retrocessione d'ufficio dell'Inter e a provvedimenti personali di massima severità per i soggetti coinvolti.


Il ruolo di Giorgio Schenone - La figura operativa centrale

In questo contesto, la figura di Giorgio Schenone rappresenta l'elemento operativo centrale: l'uomo che esercitava pressioni sul settore arbitrale per conto e nell'interesse del club nerazzurro. Schenone non era un semplice osservatore o un dirigente con funzioni marginali: era colui che pretendeva informazioni in anticipo, sollecitava spiegazioni non dovute e trasferiva al designatore Gianluca Rocchi le osservazioni, le perplessità e le rimostranze della dirigenza dell'Inter.


Le interlocuzioni con Rocchi - Due episodi emblematici

Dalle carte emergono almeno due episodi emblematici, precisi e circostanziati, in cui Rocchi ammette di aver parlato direttamente e riservatamente con Schenone delle griglie arbitrali.


  • Primo episodio: Rocchi ricorda a Schenone la frase: «Vi abbiamo sempre dato arbitri tra i migliori quindici e i migliori venti.» Un'affermazione che dimostra come il dialogo non fosse una semplice formalità, ma riguardasse la qualità e il livello tecnico degli arbitri assegnati all'Inter.


  • Secondo episodio: In una telefonata del 2026, Rocchi ammette di aver discusso direttamente con Schenone delle designazioni. Una condotta irregolare e vietata, in contrasto con le norme federali e con le disposizioni dell'AIA.


Le norme violate - Il quadro regolamentare

Per regolamento, il referee manager di un club non può interfacciarsi con il designatore arbitrale. Il canale ufficiale è esclusivamente l'esponente AIA incaricato dei rapporti con le società: Riccardo Pinzani (stagione 2024/2025) e Andrea De Marco (stagione 2025/2026). Il contatto diretto e continuativo con Rocchi costituisce una serie di violazioni regolamentari di primissimo piano.


La fattispecie di illecito sportivo - Articolo 30 CGS

L'operato di Schenone, volto a influenzare le scelte arbitrali, contestare designazioni e trasferire le lamentele della dirigenza, rientra pienamente nell'ambito dell'articolo 30 del Codice di Giustizia Sportiva, configurando la fattispecie di illecito sportivo per il tentativo strutturato e reiterato di assicurare un vantaggio indebito alla propria società. A ciò si aggiungono le violazioni dei doveri di lealtà, probità e correttezza sanciti dall'articolo 4 del medesimo codice.


Le conseguenze personali - La posizione di Schenone

La posizione di Schenone risulta gravemente compromessa. Le norme prevedono sanzioni quali l'inibizione di lunga durata, fino alla squalifica definitiva dal tesseramento federale.


Le responsabilità dell'Inter - Il principio di responsabilità diretta

In virtù del principio di responsabilità diretta e oggettiva, le azioni di Schenone comportano per l'Inter l'imputazione di illecito sportivo ex articolo 30. Le sanzioni previste includono penalizzazioni in classifica, fino alla retrocessione all'ultimo posto nei casi più gravi e sistematici.


La narrazione mediatica - Una rappresentazione fuorviante

Ridurre questo quadro a semplici illazioni o conversazioni informali significa alterare la realtà dei fatti. La condotta volta a influenzare la neutralità arbitrale rappresenta una ferita profonda allo sport. Smontare le ricostruzioni superficiali dei media e restituire la reale portata delle intercettazioni è essenziale per comprendere che ci si trova di fronte a un illecito sportivo strutturato, organizzato e continuativo.


La strategia del club - Un disegno preciso

Ogni documento dell'inchiesta dimostra che il ruolo di Schenone rispondeva a una strategia definita ai vertici della società, volta a condizionare psicologicamente i direttori di gara prima e dopo le partite decisive. Il silenzio delle istituzioni di fronte alle ammissioni di Rocchi rappresenta una criticità che solo l'applicazione rigorosa delle norme potrà sanare.


Conclusione - La richiesta di giustizia

I tifosi e gli appassionati che credono nei valori della lealtà e della trasparenza chiedono che la giustizia sportiva operi con rigore, senza favoritismi e senza protezioni. L'operato di Schenone non può rimanere privo di conseguenze, così come le responsabilità dell'Inter devono essere valutate con la massima severità prevista dalle norme federali, per restituire credibilità a un sistema arbitrale profondamente condizionato.

 
 
 

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