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Lettera ad un intertriste

Caro Cartoncesso,


non te l’ho mai detto, ma mi sei caro per via del fatto che nei tempi bui, quando, per intenderci, vinceva il Milan di Berlusconi o la Roma e la Lazio quotate in borsa, l’unica consolazione era la tua squadra sgangherata che non sapevate più come insultare e consideravo, non senza un tenero sospiro, che se non ci fosse stata avrebbero dovuto inventarla.


Ti scrivo per annunciarti che l’era della tua innocenza sta per finire.


Tu, insieme, ai cantori stonati sedicenti non tifosi che penzolano le gambe seduti sul marciapiede avrai sentito un brivido alla notizia della possibile cessione di uno che dice che non bestemmia perché ha i bambini eppure ne aveva anche mio nonno e da quello che mi raccontava mia nonna, la tunica di san Pietro non poteva averla vista di certo.


Voglio dirtelo subito perché prima si toglie il dente prima se ne va il dolore. Il problema non è se l’allievo di Tania Cagnotto se ne vada oppure no. Il problema è quanto daranno al suo club di appartenenza. Vedi, non è colpa tua se non hai saputo mettere insieme tutte le notizie degli ultimi, diciamo, cinque anni, distratto e attratto dal canto irresistibile delle sirene della “propaganda”. Quando e se farai più grande ti consiglio di leggere il libro omonimo di Edward Barneys.


Era il nipote di Freud e di capocce come la tua ne capiva. A differenza dello zio, però, non ragionava sull’individuo, ma sulle masse. Un po' come faccio io in questo momento.

Ecco, da mente semplice il fanciullino pascoliano che è in te non ha saputo ragionare sulla complessità dei sistemi umani. La realtà viene narrata a spicchi o, meglio, propinandotene un po' di pezzi alla volta, magari coloratissimi, in tempi diversi, come tessere di un puzzle. Te la ricorderai la città misteriosa come si chiamava… Khartum la capitale del Sudan quella con tante moschee color sabbia del deserto che sembravano sorgere dalle sue sabbie, che dovevi comporre nei lunghi pomeriggi invernali durante le feste di Natale con tutto il parentado affannato intorno alle tessere del mosaico e quella tua cuginetta dalla gonna stretta.


Diciamolo una volta per tutte. Il primo amore è sempre una cugina che non ti fila per niente e ti è rimasta nel cuore ogni volta che canti Amala ricordando tutte le volte che hai fatto l’amore in bagno con una mano sola (cit. Cocciante).


Il puzzle, dicevo, te lo ricorderai, si comincia sempre dalla cornice. In alto, il cielo azzurro africano. Ecco le inchieste sui rapporti con la malavita organizzata finiti con un buffetto di una giornata di squalifica e mica si può rischiare di mettere in discussione l’esito di un campionato faticosamente rimesso nella giusta dirittura con l’ausilio di un calendario che un ex vostro dirigente aveva apparecchiato con la sciolina, dopo un inizio balbettante ed inquietante con un tecnico che non si era certi fosse del mestiere. Poi la cessione agevolata di suoli metropolitani, consiglieri sul piede di guerra, dispositivi sequestrati i cui proprietari come il compagno G. dei tempi di tangentopoli e del finanziamento del PCUS al PC, si rifiutavano di svelare dinamiche alla Mitrochin.


Disvelamento del segreto di Pulcinella di suoli inquinati da Piombo e IPA. E poi le faide di arbitri che rischiavano carriere e reputazione per risultare “graditi” sempre alla stessa squadra parte lesa e alla fine pure un po' lessa da questo gran cucinare di cui non si vede il sospirato impiattamento come con il grande chef Giuntoli che è ripartito dall’Atalanta e dove se no? Non sono mancati gli aspetti piccanti come quello del ragazzotto che, non contento di avere rovinato la storica partita di San Valentino e quell’incertezza sugli esiti del campionato tanto cara all’ex presidente della FIGC ai tempi dei nove scudetti di fila della Signora Omicidi, non pago dell’improvvida espulsione coi bosniaci mica tanto ferrotramvieri in fondo, per un intervento che, difficilmente in italia avrebbero punito, veniva sgamato in un balletto di ninfette a pagamento. Erta sulle miserevoli vicende umane dal cielo limpido e terso la magistratura ordinaria e sportiva ostentava quell’equilibrio olimpico che tanto avremmo desiderato noi ai tempi di farsopoli1 e 2. Valutava, soppesava, si dimostrava attenta affinchè non si verificassero illegali fughe di notizie e, addirittura evitava di scatenare clamore mediatico deviante dai fini di Giustizia con un sequestro di dispositivi e richiedeva immantinente l’archiviazione del caso etichettandolo con la parola “illazioni”. Deh, come avremmo voluto anche noi essere trattati così responsabilmente.


Magari tu, nella tua ingenuità fanciullesca avrai pensato quanto siete stati fortunati ad avere PM e politici tifosi. Vedi, il fatto è che non è mica stato il tifo e neppure le emozioooni ad innescare il “buon senso”. E’una roba ben più concreta. Guarda più in basso i tasselli degli alti minareti delle moschee. Mica sono così per motivi estetici. Dalle loro cime i muezzim chiamano alla preghiera tutti i fedeli del Dio Denaro.


Ti sarai mica scordato del bond in scadenza nel 2027 e del fatto che in Lussemburgo c’è una causa perchè non sono mica andati d’accordo il Pignoratto e quelli della Albero di Quercia sul valore del bene. Come dire, gli americani se lo sono preso, ma i cinesi reclamano qualcosa indietro.



E veniamo alle tessere più basse. Le vedi quelle case mezze diroccate e misere? Non ti fanno venire in mente tutti gli sforzi dei media asserviti che fanno a gara a chi la spara più grossa sul valore della tua squadra? Addirittura puoi leggere una classifica sul tempo di permanenza delle squadre italiane in serie A. Roba da far impallidire le classifiche senza errori arbitrali di biscardiana memoria. Ma davvero pensi che la società con un numero di tifosi pari alla somma di quelli di Milan e Inter, con uno stadio e strutture reali di proprietà possa valere meno delle due citate?


Davvero credi che Gravina abbia voluto preservare il nostro brand sua sponte e non, piuttosto sia stato indotto dalla minaccia dei facinorosi. Hai dato mai una occhiata alla ripartizione dei proventi dei diritti tv secondo gli schemi farraginosi e punitivi nei nostri confronti imposti dalla legge Melandri? Ai tempi delle trattative individuali Moggi stava spuntando più di 200 milioni dalle paytv. Immagina il sospirone di sollievo quando è stato fatto fuori e come, scampato il pericolo, abbiano avuto tutti fretta di introdurre le trattative collettive? E siamo tutti d’accordo che Elkann, come stigmatizza Ravezzani, non sia stato un esempio di gestione ottimale delle risorse del club di cui è azionista di maggioranza.


Però, volevo sapere da te che su questo sarai più informato, l’hai mai visto così critico e diretto con Moratti, ai tempi dei motorini che volavano dagli spalti di San Siro. Eppure di giocatori, allenatori, dirigenti ne avete visti passare anche di più così, come tanti, ma tanti quattrini. Tanti che a un certo punto si è dovuto impacchettare tutto e spedire in Indonesia poi in Cina e avete scoperto il trucco delle scatole cinesi, appunto, ma non ancora quelli che stanno dietro al 31% del leone di pietra. E se fossero loro gli anelanti compratori italiani? E se tra di loro scoprissimo qualche vecchia conoscenza, nel momento del loro disvelamento, assai prossimo, che ci farebbe esclamare, alla maniera di Lucio “Ancora tu, ma non dovevamo vederci più”. Del resto, tu lo sai, anche recentissimamente il vostro ex presidente se ne è uscito con una affermazione lusinghiera che è un’altra tessera del puzzle, magari una di quelle sbiadite: “Stando al precampionato sembra che l’inter sia nettamente la più forte”. Ma quando mai nella pre season una formazione si è dimostrata la più forte? Neppure ai tempi in cui non c’era la sessione invernale di mercato e la stagione cominciava con tutte le squadre completate.


Infine, guarda in basso le tessere tristi del mosaico fatte di tante sfumature di bigio. A metterle insieme vedi i bassifondi della città, le strade nelle quali confluiscono reflui maleodoranti fatti di fake news. Ma davvero ci avevi creduto che Lookman, Leoni, Palestra, Paz, Cancelo, Romero…. Davvero credi che con la spada di damocle della commisione di controllo ministeriale dei bilanci dei club, Brookfield si assumerebbe il rischio del benché minimo rumorino della sua macchina così faticosamente raffazzonata un attimo prima di venderla?


Ecco, avrei potuto parlarti di visione olistica delle cose di cui sentiamo tutti un bisogno sanguinoso in quest’era in cui hanno santificato la figura dello “specialista” ovvero di colui che spacca il capello in quattro, ma un rasoio in mano non lo sa tenere. Invece, ho preferito riportarti alla figura più familiare di un puzzle. Tante tessere che non ci capisci niente, ma poi, con tenacia e pazienza potresti mettere insieme un quadro che è uno spettacolo di nome “verità”.


E non ti importerebbe nemmeno più il fatto che è amarissima, tanto è comprensibile e chiara.

Una raccomandazione. Non ti disturbare a rispondermi. Potresti rischiare una querela o, nella migliore delle ipotesi il mio silenzio. Parafrasando John Wayne quando parlava di indiani, ti confido che per quanto mi riguarda ho imparato dal vostro esporre bottini di guerra come trionfi sportivi che non ci sono interisti buoni, ma solo bloccati.

 
 
 

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