La narrazione della Lega Calcio: Dallari illumina Inter e Roma, Angelini smaschera il sistema
- Cristiano Murtas

- 20 ago
- Tempo di lettura: 3 min
Abbiamo condotto una ricerca indotta dalla motivazione generata da due fattori: il primo, continui contenuti inerenti alla società Inter che ci apparivano nell'ultimo periodo, il secondo motivo è un'intervista che Antonello Angelini, noto e stimato giornalista di fede Juventina ha rilasciato sulla radio romanista e laziale "Radio Radio". Durante questa intervista Angelini, senza giri di parole, ha detto che alcuni insider di rilevanza nazionale gli abbiano riferito che quest'anno lo scudetto sarà una esclusiva competenza di Inter e Roma e che le altre società si dovranno accontentare delle briciole, ergo del terzo o quarto posto, unici posti rimasti per partecipare alla champions league del prossimo anno.
Da subito questa parole ci hanno fatto da subito ripensare alla fede calcistica di Malagò, nuovo Presidente della FIGC voluto da Marotta e sicuramente ci sono tornate in mente le ultime inchieste riguardanti l'inter, prima di tutte arbitropoli, rinominata interopoli, che hanno gettato delle assolute ombre, per usare un eufemismo, sulla regolarità dei campionati. Infine come non considerare, in ultimo, il fatto che in lega ci siano noti tifosi interisti, spesso visti allo stadio di San Siro, a vedere solo l'Inter e mai in altri stadi a vedere le altre squadre di calcio. Ed infine, dulcis in fundo, abbiamo pensato Lorenzo Dallari, il Direttore Editoriale e della Comunicazione (oltre che Social) della Lega Serie A.
Bene, dunque come dicevo abbiamo fatto una ricerca analizzando gli ultimi due mesi di attività dell'account social x della Lega serie A. Bene, crediamo di aver trovato delle conferme rispetto ai nostri pensieri di cui l'origine è stata chiarita in premessa:
L'equità che non c'è: l'algoritmo editoriale della Serie A parla una sola lingua
La comunicazione ufficiale della Lega Serie A continua a raccontare un campionato che, nei fatti, non esiste. Non quello del campo, ma quello della narrazione, dove la distribuzione dei contenuti è tutto: visibilità, percezione, centralità. E negli ultimi tre mesi — dal 19 maggio al 19 agosto 2026 — la sproporzione è talmente evidente da non poter più essere liquidata come coincidenza.
I numeri: la Serie A pubblica… e sbilancia
L'analisi dei post dell'account @SerieA mostra un quadro chiaro: la comunicazione non è equa, non è bilanciata, non è neutrale. È orientata.
Riepilogo dei post riconducibili alle quattro squadre principali
• Inter — 12-15 post
Premi individuali (Dimarco MVP, Lautaro Best Striker, Chivu Coach), mercato (Spence, Stones), compleanni, highlight, contenuti Mondiali. Una sovraesposizione sistematica.
• Roma — 7-10 post
Trasferimenti (Molina, Castro), qualificazione Champions, gol decisivi, contenuti stagionali. Una presenza consistente, seconda solo all'Inter.
• Juventus — 5-7 post
Quasi esclusivamente mercato: Vicario, Kolo Muani, Alajbegovi, Celik. Nessun racconto, nessuna valorizzazione.
• Milan — 3-5 post
Unico contenuto di rilievo: l'arrivo di Gila. Il resto è silenzio.
La sproporzione non è un dettaglio: è un segnale
La Lega Serie A, attraverso il proprio canale ufficiale, costruisce una narrazione che premia alcune squadre e ne oscura altre. Non è un caso che l'Inter sia di gran lunga la più rappresentata, seguita dalla Roma. Juventus e Milan, invece, compaiono solo quando costrette dai fatti (annunci di mercato).
Questa dinamica non è neutra. Non è casuale. Non è “editoriale”. È politica.
Una stagione già scritta?
Molti osservatori lo ripetono da settimane: la stagione 2026/27 sarà una lotta tra Inter e Roma, ovvero tra il potere e l'altro potere. La comunicazione ufficiale della Lega sembra già allineata a questo schema.
E qui torna utile il punto espresso da Antonello Angelini, che da tempo denuncia la deriva narrativa del sistema calcio italiano. A lui vanno i nostri complimenti per la coerenza e la costanza con cui ribadisce — in ogni sede, radiofonica e televisiva — un concetto che oggi trova conferma nei numeri.
Il problema non è la quantità: è la direzione
La Lega Serie A non dovrebbe raccontare una squadra. Dovrebbe raccontare il campionato. E invece l'Inter riceve il triplo dei contenuti rispetto alla Juventus, la Roma quasi il doppio rispetto al Milan, Juventus e Milan vengono trattate come comparse, non come protagoniste storiche del torneo.
Questa non è comunicazione istituzionale. È editoria di parte.
Perché questo conta davvero
In un ecosistema dove la percezione vale quanto il risultato, la visibilità è potere. E quando la visibilità viene distribuita in modo selettivo, il messaggio che arriva al pubblico è chiaro indica chi è centrale, chi è marginale, chi deve essere raccontato, chi deve essere ignorato.
La Lega Serie A, oggi, sta scegliendo. E lo sta facendo prima che il campionato inizi.
Conclusione
La sproporzione dei post non è un dettaglio statistico: è un indicatore culturale. Racconta un sistema che ha già deciso quali squadre devono essere al centro della scena. E conferma, numeri alla mano, ciò che molti — Antonello Angelini in primis — denunciano da tempo: la narrazione del calcio italiano non è più un racconto, ma una regia.



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