Douglas Luiz svela le criticità della Juventus
- La redazione

- 23 ago
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 24 ago
Frosinone-Juventus 0-1: Bremer decide, ma la ripresa in affanno evidenzia i cantieri aperti di Spalletti
La Juventus supera il Frosinone per 1-0 allo stadio Benito Stirpe grazie a una rete di Gleison Bremer al 22’ del primo tempo. Tuttavia, i tre punti non bastano a celare le evidenti criticità di una
squadra ancora in cerca di identità. La prestazione dei bianconeri, nettamente spaccata tra un avvio incoraggiante e un secondo tempo in forte calo, solleva interrogativi sulla tenuta tattica e sulla completezza dell’organico a pochi giorni dal termine del calciomercato.
Due tempi, due partite
I numeri della gara descrivono una flessione preoccupante. Nel primo tempo, la formazione di Luciano Spalletti ha mantenuto il controllo del gioco: 63% di possesso palla, 13 tiri totali, tre occasioni nitide e un indice di Expected Goals (xG) pari a 1,34.
Nella ripresa, la produzione offensiva è drasticamente crollata (xG sceso a 0,65, con un xG nello specchio di appena 0,02). L’assenza di pericolosità ha prestato il fianco al ritorno del Frosinone, andato vicino al pareggio al 93’ con una traversa colpita da Calvani.
Le dinamiche a centrocampo
Al centro del campo sono emerse le principali discrepanze prestazionali:
● Douglas Luiz: È risultato il più lucido del reparto. Si è distinto per pulizia tecnica, capacità di gestione sotto pressione e chilometraggio.
● Manuel Locatelli: Ha mostrato difficoltà nel velocizzare la manovra, privilegiando spesso soluzioni orizzontali o retropassaggi che hanno rallentato le transizioni.
● I cambi: Ha fatto discutere la decisione di Spalletti di sostituire Douglas Luiz al 79’ per inserire Teun Koopmeiners. L’olandese, giunto al suo terzo anno a Torino dopo un investimento di quasi 60 milioni di euro, è apparso ancora lontano dalla forma migliore, non riuscendo a incidere nel finale.
Equivoci tattici in attacco
Il reparto avanzato ha mostrato evidenti difetti di amalgama:
● Gli esterni: Francisco Conceição ha garantito spinta e abnegazione, ma ha peccato di precisione nelle decisioni finali, fallendo una chiara occasione a inizio ripresa. Un errore che suggerisce un suo utilizzo come opzione a gara in corso, in attesa che Edon Zhegrova trovi la continuità necessaria post-pubalgia per affermarsi sulla fascia destra.
● I ruoli centrali: Il sistema di gioco attuale costringe Kenan Yildiz ad abbassarsi fino a 40 metri dalla porta per recuperare palloni giocabili, allontanandolo dalla zona gol. Inoltre, Randal Kolo Muani ha confermato le sue difficoltà nel ruolo di unica punta in un 4-2-3-1: il francese (che ha fallito una nitida palla gol nel primo tempo) predilige attaccare la profondità piuttosto che fungere da riferimento fisico.
Infortuni e necessità di mercato
A peggiorare il quadro si è aggiunto l’infortunio rimediato nel recupero da Guglielmo Vicario, fino a quel momento autore di una prestazione sicura e rassicurante.
Con l’emergenza sulla fascia sinistra — dove Andrea Cambiaso è apparso fuori condizione (ammonito) e Juan Cabal in ritardo nel recupero, costringendo Zeki Celik ad adattarsi a piede invertito — e un Arkadiusz Milik ancora alle prese con problemi alla schiena, le priorità di mercato
appaiono chiare. Alla Juventus servono un centravanti di peso, un centrocampista di interdizione e
dinamismo (con caratteristiche affini a quelle di Kessié) per affiancare Douglas Luiz, e un intervento urgente per il ruolo di terzino sinistro.



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