milan difende, juve attacca
Una serata da Campioni.
Serie A, 34ª giornata — domenica 26 aprile 2026, ore 20:45
Stadio "Giuseppe Meazza", San Siro, Milano - Arbitro: Simone Sozza | VAR: Rosario Abisso
TABELLINO
Milan – Juventus 0-0
Nessun marcatore. Nessun gol. Nessuna rete all'attivo, nemmeno quella annullata al 35' per fuorigioco di Thuram su cross di Conceição.
MILAN (3-5-2)
Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Leao.
A disposizione: Terracciano, Pittarella, De Winter, Odogu, Athekame, Estupinan, Ricci, Jashari, Loftus-Cheek, Nkunku, Gimenez, Fullkrug.
Allenatore: Massimiliano Allegri.
JUVENTUS (3-4-2-1)
Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Conceição, Boga; David.
A disposizione: Perin, Pinsoglio, Holm, Gatti, Koopmeiners, Vlahovic, Yldiz, Zhegrova, Kostic, Openda, Miretti.
Allenatore: Luciano Spalletti.
Ammoniti: Cambiaso (J, 20'), Bartesaghi (M, 26'), Boga (J, 70'), Locatelli (J, 85'), Estupinan (M, 75').
Sostituzioni Juventus: Holm per Cambiaso, Koopmeiners per Thuram (70'); Yldiz per Conceição, Zhegrova per Boga (75'); Vlahovic per David (87').
Sostituzioni Milan: Fullkrug per Pulisic (62'), Ricci per Fofana (65'), Estupinan per Bartesaghi (st).
Dati statistici riepilogativi:
Classifica prima del match: Milan 3° a 67 punti, Juventus 4ª a 64. Gol stagionali: Milan 48 segnati, 27 subiti; Juventus 57 segnati, 29 subiti. La Juventus non ha subito gol nelle ultime cinque sfide di Serie A contro il Milan — striscia record nella storia del confronto in campionato. Il gol annullato al 35' è l'unico episodio da rete della partita. Risultato dell'andata, disputato all'Allianz Stadium il 5 ottobre 2025: 0-0.
ANALISI DELLA PARTITA
A San Siro va in scena l'ennesimo atto di una sfida che non perde mai fascino, e che questa volta consegna agli archivi un altro pareggio a reti bianche. Lo 0-0, però, è ingannevole: la partita ha prodotto emozioni, ha avuto un padrone del gioco quasi sempre identificabile — la Juventus — e ha regalato episodi arbitrali controversi che nelle prossime ore alimenteranno il dibattito. Un risultato che alla fine premia più il Milan, salvato da Maignan in più occasioni, che non i bianconeri, che meritavano di più.
Il primo tempo: la Juve domina, il Milan si difende
Fin dai primissimi minuti si intuisce la strategia di Allegri: un Milan organizzato, compatto e pronto a colpire in contropiede sfruttando la velocità di Leao e Pulisic sugli esterni. La Juventus, per contro, vuole tenere palla, costruire dal basso e trovare gli spazi tra le linee rossonere attraverso le mezzali. L'inizio però è complicato per i bianconeri: il Milan fa densità a centrocampo e rendere difficoltosa la costruzione.
Il fulcro delle difficoltà si chiama Fofana, incontrista instancabile che nel primo quarto d'ora intercetta sistematicamente i tentativi bianconeri di giocare verticale. Al 15' è proprio lui a sfuggire a Cambiaso e a involarsi verso l'area, ma il tiro è debole e impreciso. È uno dei pochi momenti in cui il Milan riesce a proiettarsi in avanti con convinzione nel primo tempo.
Da lì in poi cresce la Juventus. Locatelli — protagonista discusso della serata, sia per tre falli nei primi venti minuti sia per la qualità della sua regia — inizia a dettare i ritmi. Conceição sulla destra è un rebus irrisolvibile: veloce, imprevedibile, sempre sul pezzo sia in fase di proposta che di recupero. La combinazione con Boga sulla fascia sinistra manda ripetutamente in crisi le catene laterali rossonere.
Al 35' arriva il gol della Juventus: Conceição si muove sulla destra, mette al centro, e Thuram deve solo ribadire in rete. San Siro ammutolisce. Esplode la panchina bianconera. Ma l'esultanza dura pochi secondi: il VAR rileva il fuorigioco di Thuram, il gol viene annullato. Episodio decisivo, che cambia l'inerzia psicologica della partita. Poco dopo, Conceição riceve un cambio gioco millimetrico di Locatelli, controlla in modo magistrale, entra in area e conclude: Maignan risponde con una parata di petto di altissimo livello. È la migliore occasione della partita, neutralizzata da uno dei migliori portieri d'Europa.
Si va all'intervallo sullo 0-0, con la Juventus nettamente più pericolosa e il Milan che sopravvive grazie alla propria organizzazione difensiva e alle prodezze individuali di Maignan.
La ripresa: equilibrio rotto e episodi
Il secondo tempo si apre con lo stesso spartito: Juve in pressione, Milan che difende. Al 50' arriva però il brivido rossonero: Saelemaekers si invola in area e colpisce la traversa in pieno. È il momento più pericoloso del Milan nell'intera partita, frutto di una transizione fulminea che sorprende la difesa bianconera.
Poco dopo, un episodio che infiamma la serata: David percorre metà campo palla al piede, viene abbattuto chiaramente in area da un avversario, ma l'arbitro Sozza lascia proseguire senza fischiare il rigore. Il VAR non interviene. Un errore grave, difficilmente giustificabile. David — tra i migliori in campo con una prestazione da 6,5 — viene premiato per l'impegno ma penalizzato dalla discontinuità arbitrale.
Al 55' Cambiaso scheggia l'incrocio dei pali con un tentativo dalla distanza. La Juve sembra sul punto di trovare il gol, ma Maignan è ancora impenetrabile.
Spalletti opera le sostituzioni al 70': entrano Koopmeiners e Holm per Thuram e Cambiaso, poi Yldiz e Zhegrova per Conceição e Boga al 75'. La Juve muta pelle mantenendo pericolosità: i due nuovi fantasisti destabilizzano il Milan nel finale, con Yldiz che si combina bene con Zhegrova creando i presupposti per due azioni potenzialmente decisive. Koopmeiners entra bene in partita, trova spazio e ci prova: Maignan para ancora.
All'87' entra Vlahovic per David. Il serbo, al rientro tra i convocati, sfiora il gol ma è in fuorigioco. La Juve spinge fino al fischio finale, con sei minuti di recupero concessi dall'arbitro. Il Milan non riesce più a uscire dalla propria metà campo. Finisce 0-0.
I migliori e i peggiori
Il migliore in assoluto è Mike Maignan: almeno tre interventi da applausi, due dei quali su Conceição e Koopmeiners, che avrebbero cambiato il risultato. Una prestazione da numero uno assoluto.
Tra i bianconeri svettano Francisco Conceição — imprendibile per tutta la partita, autore dell'azione del gol annullato, instancabile in copertura — e Lloyd Kelly, che chiude con autorità ogni tentativo di ripartenza rossonera sulla sua fascia di competenza e si conferma uno degli acquisti più riusciti della stagione.
Bene anche Koopmeiners, che pur entrando nella ripresa incide con qualità e trova spazio in modo intelligente. Jonathan David gioca una partita generosa da 6,5, con grandi movimenti e un controllo tecnico sopraffino, ma viene penalizzato dall'arbitro nel momento più delicato.
Sul fronte critico, la Juventus paga qualche eccesso di fallo di Locatelli nella prima mezz'ora e la scarsa brillantezza di Boga nel finale prima della sostituzione, troppo prevedibile nell'uno contro uno con Saelemaekers. Il Milan, complessivamente, ha mostrato i limiti di una squadra che in questo momento fatica a costruire dal basso: Allegri ha scelto il pragmatismo, e il pareggio — per il Milan — è forse il risultato più onesto disponibile.
CONCLUSIONE: UN PUNTO CHE VALE ORO IN CHIAVE CHAMPIONS
Il pareggio di San Siro non sposta gli equilibri della classifica ma certifica un fatto inequivocabile: questa Juventus è squadra seria, matura, difficile da battere. Quattro punti in due partite contro Milan e Napoli rappresenterebbero un bottino eccellente. Il quarto posto a 65 punti — aggiornato dopo questo 0-0 — consolida la presenza nella corsa Champions con quattro giornate ancora da disputare.
Ma al di là della classifica, la vera notizia della serata porta il nome di Kenan Yildiz. Il classe 2005 — terzo giocatore più giovane con almeno 15 partecipazioni attive nei cinque maggiori campionati europei in corso, con 16 contributi totali tra gol e assist — è entrato a partita in corso e ha immediatamente cambiato il tono offensivo della Juventus. Spalletti lo ha preservato, consapevole che non avesse i novanta minuti nelle gambe dopo un rientro tardivo in settimana. Eppure, anche in venti minuti, Yldiz ha dimostrato di essere il giocatore più talentuoso di questa squadra. Un mancino elegante, con la visione di un veterano e la sfrontatezza di chi sa di avere davanti a sé un futuro enorme.
Questa Juventus sta costruendo qualcosa di serio. E Yildiz ne è il simbolo più luminoso.
Ma allora viene spontaneo chiederselo: se la Juventus è capace di dominare a San Siro contro il Milan con in panchina il suo giocatore più forte per quasi tutta la gara, cosa potrà fare quando Yildiz sarà titolare e in piena forma per novanta minuti?




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