L'INCHIESTA FIGC NON È CHIUSA: I RILIEVI SULLE TELEFONATE
La rivelazione di Franco Ordine chiama in causa il CONI
Un caso tutt'altro che chiuso
Quanto sta emergendo in queste ore non sembra rappresentare il capitolo conclusivo di questa vicenda, ma piuttosto l'avvio di una fase nuova, potenzialmente rilevante per gli equilibri interni al mondo del calcio italiano. Per giorni si è diffusa la percezione che la vicenda fosse ormai chiusa, destinata a una archiviazione rapida e senza conseguenze. Diverse testate avevano già impostato la narrazione su questa linea. I fatti emersi nelle ultime ore, però, raccontano una situazione più articolata di quella descritta.
La rivelazione di Franco Ordine
A riportare l'attenzione sulla vicenda è stato il giornalista Franco Ordine, che in un post ha reso noto un elemento rilevante: secondo quanto riferito da fonti interne alla FIGC, la Procura Federale guidata da Giuseppe Chinè non avrebbe ancora chiuso le indagini. L'istruttoria risulterebbe ancora aperta, con altri tesserati da ascoltare e ulteriori accertamenti da completare prima di una decisione finale, attesa nell'arco di circa due settimane.
Un'archiviazione con riserve
Secondo la ricostruzione di Ordine, l'orientamento della Procura Federale potrebbe comunque essere quello di una richiesta di archiviazione, ma accompagnata da rilievi significativi su alcune intercettazioni telefoniche, definite "inopportune". Si tratterebbe quindi di un'archiviazione che, pur non sfociando in sanzioni disciplinari, riconoscerebbe comunque l'esistenza di contatti e comportamenti ritenuti non appropriati.
Cosa significherebbe un rilievo di "inopportunità"
Vale la pena soffermarsi su questo punto, perché non è una sfumatura marginale. Definire per iscritto alcune condotte e alcune telefonate come "inopportune", pur senza sanzionarle sul piano disciplinare, ha comunque un peso politico ed etico non trascurabile: significherebbe riconoscere che il principio della lealtà sportiva è stato messo alla prova, e che la percezione di trasparenza delle istituzioni ne uscirebbe indebolita. Un rilievo di questo tipo, inoltre, fornirebbe alla Procura Generale dello Sport del CONI un elemento concreto su cui basare un'eventuale valutazione più approfondita.
Il ruolo del CONI e di Ugo Taucer
È qui che entra in gioco la figura del Procuratore Generale dello Sport, Ugo Taucer. La Procura Generale ha il compito istituzionale di vigilare sull'operato delle singole procure federali. Di fronte a un'eventuale archiviazione che riconoscesse comunque l'esistenza di condotte problematiche, Taucer avrebbe la facoltà di valutare se approvare l'atto così come proposto, oppure se avocare a sé il fascicolo, contestando l'eventuale scarsa coerenza tra i rilievi mossi e la decisione di non sanzionare. Si tratta, in ogni caso, di una facoltà discrezionale che il Procuratore potrà esercitare o meno, sulla base della propria valutazione degli atti.
Le posizioni delicate di Butti e Viglione
In questo quadro, due figure si trovano in una posizione che merita attenzione particolare: Andrea Butti e Giancarlo Viglione.
La regolarità del campionato
Andrea Butti è il responsabile delle competizioni della Lega Serie A, con compiti legati alla gestione di calendari e organizzazione del campionato. Se dagli atti dell'inchiesta dovessero emergere contatti o comunicazioni ritenute inopportune tra chi si occupa della gestione operativa del torneo e dirigenti di club specifici, si aprirebbe un interrogativo legittimo sulla percezione di equità nella gestione del campionato, a prescindere da eventuali responsabilità individuali che spetterà agli organi competenti accertare.
Giancarlo Viglione e la credibilità del garante
Giancarlo Viglione è il responsabile dell'Ufficio Legislativo della FIGC, con un ruolo centrale nella definizione delle norme federali. Se le intercettazioni e gli atti dell'inchiesta dovessero coinvolgere anche figure con funzioni di garanzia normativa, si porrebbe un tema delicato sulla percezione di imparzialità di questi ruoli — un tema che riguarda l'immagine istituzionale più che, allo stato, una responsabilità accertata. In un momento in cui non si può escludere a priori l'ipotesi di un intervento più incisivo da parte degli organi di vigilanza, figure come Butti e Viglione si troverebbero comunque al centro dell'attenzione mediatica e istituzionale.
Una vicenda ancora aperta
Al di là di come verrà raccontata nei prossimi giorni, la sostanza dei fatti riportati da Ordine indica che l'inchiesta della Procura Federale non risulta formalmente chiusa, e che gli eventuali rilievi sulle intercettazioni aprono interrogativi che meritano di essere seguiti con attenzione. Resta da vedere quale strada sceglierà di percorrere il CONI attraverso la Procura Generale dello Sport, qualora l'archiviazione venisse effettivamente proposta nei termini ipotizzati.
Le prossime settimane
Resta il tema di fondo, che la vicenda specifica solleva ma non esaurisce: qual è il confine tra una condotta "inopportuna" e una condotta sanzionabile, all'interno del sistema della giustizia sportiva? È una domanda che merita una risposta chiara, nell'interesse della trasparenza verso l'intero movimento calcistico. La pressione attorno alla figura di Ugo Taucer, in ogni caso, è destinata a crescere nelle prossime settimane, mentre si attende l'esito definitivo della vicenda. Se il Procuratore Generale dovesse scegliere di esercitare i propri poteri di avocazione, le conseguenze per gli assetti attuali della governance federale potrebbero essere significative. In caso contrario, il tema del confine tra inopportunità e illecito resterebbe comunque aperto nel dibattito pubblico. Nelle prossime due settimane si capirà quale delle due strade prevarrà.




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