Malago e Messina rivoluzionano l'AIA
- Alessandro

- 7 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Rivoluzione in casa arbitri: Orsato nuovo designatore di A e B, i nomi dei "sopravvissuti" a Calciopoli tornano al vertice
Una giornata destinata a segnare una svolta nel calcio italiano. Nella sede della FIGC, nella storica Sala Paolo Rossi, il neo presidente federale Giovanni Malagò ha ufficializzato insieme al direttore tecnico dell'AIA Domenico Messina — in carica dal 1° luglio — il nuovo organigramma degli organi tecnici arbitrali nazionali. Al centro dell'annuncio, la nomina di Daniele Orsato a nuovo designatore della CAN A e B, con un incarico che lo porterà a guidare gli arbitri di Serie A e Serie B fino al 30 giugno 2028.
Il nuovo organigramma
Orsato, 50 anni, ex arbitro internazionale della sezione di Schio con oltre 290 gare dirette in massima serie, arriva al vertice del settore dopo una sola stagione trascorsa alla guida della CAN C. Prende il posto di Gianluca Rocchi, che si era autosospeso dall'incarico lo scorso aprile a seguito dell'inchiesta della Procura di Milano, e che nel frattempo era stato sostituito ad interim da Dino Tommasi.
Ad affiancare Orsato nella nuova Commissione Arbitri Nazionale saranno Luca Banti, Ciro Carbone, Gabriele Gava, Alessandro Giallatini e Danilo Giannoccaro — questi ultimi due, Carbone e Giallatini, già suoi collaboratori nella passata stagione alla guida della Serie C.
Il resto dell'organigramma si completa con Nicola Ayroldi (zio dell'arbitro di Serie D Giovanni Ayroldi) promosso alla guida della CAN C, mentre Paolo Dondarini diventa il nuovo designatore della Serie D, prendendo il posto di Stefano Braschi.
Un segnale di rottura con il passato
Il dato che salta immediatamente all'occhio, e che non è passato inosservato tra gli addetti ai lavori, riguarda la fisionomia della nuova CAN A-B: diversi tra i nomi promossi ai vertici sono ex arbitri che negli anni della bufera di Calciopoli erano stati toccati dalle indagini per poi essere prosciolti dalla Corte di Cassazione con la formula "per non aver commesso il fatto" — professionisti che per lungo tempo erano rimasti ai margini dei ruoli apicali della categoria. La loro riabilitazione ai vertici del settore tecnico arriva oggi, quasi vent'anni dopo, in un contesto in cui l'AIA sta cercando di voltare pagina rispetto a un'altra stagione turbolenta.
Secondo diverse ricostruzioni circolate negli ultimi giorni, la scelta di Orsato non sarebbe stata affatto scontata: nei mesi scorsi alcuni ambienti vicini all'Inter avrebbero provato a far pesare le proprie perplessità sul suo nome, spingendo per un profilo alternativo alla guida della CAN A-B. Malagò avrebbe invece tenuto il punto, portando fino in fondo la linea di un rinnovamento netto ai vertici dell'associazione arbitri — un segnale, letto da più parti come una rivendicazione di autonomia della federazione rispetto alle pressioni dei club di vertice.
Lo sfondo giudiziario: l'inchiesta di Milano verso la conclusione
La nomina di oggi si inserisce in un momento particolarmente delicato per l'arbitraggio italiano. Pende infatti ancora l'inchiesta della Procura di Milano sul cosiddetto "sistema arbitrale", condotta dal pm Maurizio Ascione — affiancato nelle ultime settimane dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, sotto la supervisione del procuratore capo Marcello Viola. Il fascicolo, che conta cinque indagati tra arbitri e addetti al VAR, ipotizza il reato di concorso in frode sportiva legato a un incontro del 2 aprile 2025 a San Siro e a presunte designazioni "pilotate" in un paio di gare della stagione 2024/25.
Proprio nei giorni scorsi si sono chiuse le audizioni conclusive: Rocchi — assistito dagli avvocati Antonio Bana e Antonio D'Avirro — si è presentato davanti agli inquirenti respingendo le accuse, dopo che in un primo momento, lo scorso aprile, aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Sentiti anche l'ex presidente AIA Antonio Zappi — già decaduto dalla carica dopo un'inibizione di 13 mesi — e un altro ex numero uno dell'associazione, Alfredo Trentalange. Con questi interrogatori si chiude, di fatto, la fase istruttoria: nelle prossime settimane la Procura dovrà decidere se chiedere l'archiviazione o procedere verso il processo, anche alla luce dell'imminente trasferimento di Ascione alla Procura europea, previsto per metà luglio. Sull'inchiesta resta in vigore il segreto istruttorio, che verrà sciolto solo con il deposito degli atti.
Un settore che prova a ripartire
La sensazione, in casa AIA, è che con la nomina di Orsato si tenti di archiviare quella che gli addetti ai lavori hanno già ribattezzato "l'annus horribilis" degli arbitri italiani — tra l'inchiesta milanese, la decadenza di Zappi e le tensioni interne legate all'elezione del nuovo presidente dell'associazione, attesa tra settembre e ottobre. Non sarà un caso se la stessa conferenza stampa di presentazione degli organi tecnici è stata l'occasione per Malagò per rivendicare, parole sue, l'indipendenza e la terzietà della categoria arbitrale rispetto alle pressioni esterne.
Resta da capire se il rinnovamento ai vertici basterà a restituire serenità a un ambiente che, complice anche l'inchiesta giudiziaria ancora aperta, vive da mesi sotto i riflettori. Nelle prossime settimane, con il deposito della discovery, se ne saprà certamente di più.



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