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INTEROPOLI: CHINÈ SOTTO PRESSIONE, ARCHIVIAZIONE A RISCHIO

25 set
Tempo di lettura: 3 min

Tra il precedente Malagò e la scadenza del 5 ottobre, la Procura Federale è in una morsa


Una corsa contro il tempo

Negli uffici della Procura Federale si starebbe vivendo, secondo diverse ricostruzioni, una fase di intenso lavoro, con un fitto susseguirsi di verifiche documentali e riunioni. Il clima interno viene descritto come teso, in un momento che diversi osservatori considerano delicato per gli equilibri complessivi del calcio italiano, alla luce di elementi che meritano attenzione e approfondimento.


Le pressioni di Abodi

Da un lato si registra la posizione del Ministro dello Sport Andrea Abodi, che avrebbe fatto sapere in modo netto ai vertici del CONI la necessità di esercitare fino in fondo le proprie funzioni di vigilanza, ventilando l'ipotesi di un commissariamento in caso di controlli ritenuti insufficienti. Un intervento che, secondo questa ricostruzione, rappresenterebbe un richiamo istituzionale diretto e non un semplice passaggio di rito.


Il fronte mediatico

Dall'altro lato, una parte del dibattito pubblico continua a interrogarsi sul ruolo della stampa sportiva in questo tipo di vicende, con alcuni osservatori che ritengono che una parte dei media tenda a un approccio più prudente o meno critico nei confronti degli assetti federali consolidati. Si tratta di una lettura diffusa tra alcuni tifosi e commentatori, più che di un dato oggettivamente misurabile, ma che merita comunque di essere menzionata come parte del clima che circonda la vicenda.


Il nodo Interòpoli

All'interno della Procura Federale guidata da Giuseppe Chinè si starebbe lavorando a una possibile richiesta di archiviazione per il caso noto come Interòpoli. Secondo quanto emerso, la posizione della Procura Federale su questo fascicolo è oggetto di attenzione anche da parte della Procura Generale dello Sport del CONI, che ha il compito istituzionale di valutare la solidità delle decisioni assunte a livello federale.


L'ombra del tesseramento Malagò

Un elemento che rende la vicenda particolarmente delicata è il precedente legato al caso relativo al tesseramento di Giovanni Malagò: in quell'occasione le motivazioni della Procura Federale sarebbero state oggetto di contestazione da parte della Procura Generale del CONI, con un successivo passaggio davanti al Tribunale Generale dello Sport. Quel precedente avrebbe reso evidente la necessità, per la Procura Federale, di motivare con particolare rigore giuridico qualsiasi futura richiesta di archiviazione, per evitare che venga nuovamente contestata.


Un termine che incombe

Un fattore che condizionerebbe i tempi di lavoro della Procura è la scadenza del 5 ottobre, data entro la quale, secondo quanto riportato, dovrebbe essere presa una decisione sul caso. Il mancato rispetto di questo termine aprirebbe, secondo questa ricostruzione, lo scenario di un possibile commissariamento del CONI e di conseguenza della stessa Procura Federale, con la decadenza dei suoi componenti.


Cosa rischierebbe la FIGC

Se il fascicolo dovesse essere esaminato da un organo giudiziario esterno al sistema sportivo, le conseguenze per la Federazione potrebbero essere rilevanti, sia sul piano dell'immagine sia su quello economico, considerando il valore commerciale della Lega Serie A e dei diritti televisivi ad essa legati.


I nomi di Butti e Viglione

In questo contesto vengono spesso richiamate le posizioni di Andrea Butti e Giancarlo Viglione, i cui nomi sarebbero emersi nell'ambito delle intercettazioni legate al fascicolo Interòpoli, in relazione a presunti contatti con i designatori arbitrali riguardo alle partite dell'Inter. Si tratta, allo stato, di elementi oggetto di valutazione da parte degli organi competenti, e non di responsabilità accertate in sede disciplinare o giudiziaria.


Cosa potrebbe succedere

Qualora dovesse essere accertato, nelle sedi competenti, un condizionamento strutturato delle designazioni arbitrali, le conseguenze per la Federazione e per la Lega di Serie A potrebbero essere significative, con possibili ripercussioni sulla credibilità del campionato e sul suo valore commerciale complessivo.


Il nuovo scenario europeo

A rendere il quadro ulteriormente delicato interviene la recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, scaturita anche dal ricorso promosso da Andrea Agnelli, che ha ampliato le possibilità di sottoporre le decisioni della giustizia sportiva al controllo di organi giurisdizionali esterni all'ordinamento sportivo interno.


Una fase delicata per la Procura Federale

Alla luce di questo nuovo contesto normativo, la Procura Federale si troverebbe a dover motivare con particolare attenzione ogni futura decisione, consapevole che diversi club, che si ritengono danneggiati da vicende di gestione non sempre trasparente, potrebbero costituirsi parte offesa in eventuali procedimenti, richiedendo il risarcimento di danni economici e sportivi. La vicenda resta quindi aperta, e i prossimi giorni saranno determinanti per capire quale direzione prenderà.

 
 
 

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