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Il miglior saluto per Alex

Una serata da Campioni


Allianz Stadium, Torino — Domenica 19 aprile 2026, ore 20:45 Serie A, 33ª giornata


TABELLINO

Juventus 2 – 0 Bologna

Reti: David (1'), McKennie (57') Ammoniti: Locatelli (J), Cambiaso (J) Arbitro: Maurizio Mariani (Aprilia) Assistenti: Bindoni, Tegoni — IV ufficiale: Perenzoni VAR: Marini; AVAR: Guida Spettatori: Allianz Stadium (esaurito)


FORMAZIONI UFFICIALI

Juventus (3-4-1-2): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; Holm, Locatelli (C), McKennie, Cambiaso; Conceição, Boga; David. A disposizione: Pinsoglio, Scaglia, Gatti, Koopmeiners, Yildiz, Zhegrova, Kostic, Thuram, Openda, Miretti. Allenatore: Luciano Spalletti.

Bologna (4-3-3): Ravaglia; Zortea, Lucumì, Helland, Miranda; Sohm, Freuler (C), Pobega; Orsolini, Castro, Cambiaghi. A disposizione: Pessina, Franceschelli, Moro, Bernardeschi, Rowe, Heggem, João Mário, Ferguson, Odgaard, Lykogiannis, De Silvestri, Vitik, Castaldo. Allenatore: Vincenzo Italiano.

Sostituzioni Juventus: Thuram per Boga (57'), Yildiz e Zhegrova per David e Conceição (70'), Gatti per Cambiaso (80'), Openda per Boga (recupero).


DATI STATISTICI RIEPILOGATIVI

La Juventus è la squadra più precisa nelle conclusioni in questa Serie A, con il 51% di efficacia. Da quando Spalletti siede sulla panchina bianconera, nessuno in Serie A conta più recuperi offensivi (189), tiri conseguenti a un recupero offensivo (39) e possessi recuperati nell'ultimo terzo di campo (113). Prestazione coerente con queste cifre: pressing alto sostenuto per 90 minuti, dominio nel possesso, continui cambi di gioco e un Bologna mai davvero in partita.


IL TRIBUTO AD ALEX MANNINGER

Prima ancora che il pallone rotolasse, l'Allianz Stadium si è fermato.

Prima della partita, la Juventus ha voluto celebrare Alex Manninger, ex portiere bianconero dal 2008 al 2012, scomparso tragicamente in un incidente stradale a 48 anni. Gli ex calciatori Buffon, Chimenti, Chiellini, Bonucci e Marchisio hanno portato una corona di fiori davanti alla porta sotto alla curva Sud, tra gli applausi e i cori dell'Allianz Stadium. La squadra è scesa in campo con la fascia nera al braccio. Lo speaker dello stadio ha dedicato al portiere austriaco parole che hanno riempito il silenzio come raramente accade. Applausi scroscianti, prolungati, di un pubblico che ha saputo essere grande in una grande serata.

La Juventus ha poi risposto nel solo modo che le appartiene: giocando da squadra vera.


PRIMO TEMPO — L'INTENSITÀ E IL CONTROLLO

Il fischio di Mariani non è ancora un'eco quando la Juventus è già in vantaggio. Al primo minuto, Conceição recupera un pallone nella trequarti avversaria, lo cede a Kalulu che serve un cross perfetto al centro dell'area: Jonathan David, con una precisa incornata, mette il pallone alle spalle di Ravaglia. Un inizio che fissa immediatamente il tono della serata.

La Juventus parte con un piano tattico nitidissimo: pressing alto sistematico, costruzione paziente con continui cambi di gioco — principalmente sull'asse Locatelli-Cambiaso-Boga e sulla catena Conceição-Holm-Locatelli — e capacità di attirare il Bologna nella propria metà campo per poi ribaltare il fronte e cogliere la squadra di Italiano scoperta in ampiezza. Da quando Spalletti guida i bianconeri, nessuno in Serie A ha effettuato più recuperi offensivi né più possessi recuperati nell'ultimo terzo di campo. Stasera quella filosofia è stata visibile in ogni sequenza.

Locatelli domina la scena con una prestazione di rara completezza: cambi campo precisi, verticalizzazioni di prima, interventi difensivi puntuali, persino una punizione dal limite battuta con decisione — fermata dalla barriera — nella serata del suo primo impegno ufficiale dopo il rinnovo contrattuale fino al 2030. Non è un dettaglio: il capitano ha firmato e ha giocato da capitano.

Al 12' Conceição trova la via del gol con un tiro a incrociare preciso, freddo, insolito per lui: ma il VAR certifica il fuorigioco millimetrico e annulla. Al 22' l'assist delizioso di Locatelli libera Conceição davanti al portiere, che spreca. Al 30' Holm — splendido per tutto il primo tempo — colpisce la traversa con un tiro di prima su cross di Kalulu. Al 42' è ancora David che, su un assist di Conceição, sbaglia incredibilmente davanti a Ravaglia. La Juventus produce senza concretizzare tutto ciò che produce, ma la differenza qualitativa con il Bologna è evidente e costante.


SECONDO TEMPO — IL RADDOPPIO E LA GESTIONE

Il Bologna prova a rientrare in partita: Orsolini è pericoloso in apertura di ripresa, ma la Juventus riacquista il controllo rapidamente. Al 57' arriva il raddoppio: McKennie, con una sovrapposizione perfetta sulla sinistra, crossa in area e trova la testa di Thuram — entrato pochi istanti prima — che non lascia scampo a Ravaglia. Assist preciso, tempismo impeccabile: il decimo gol stagionale dei subentrati bianconeri in campionato, secondo solo all'Inter nella speciale classifica.

Con il 2-0 la partita si chiude di fatto. La Juventus gestisce con maturità: Bremer e Kelly continuano a spazzare ogni tentativo di Orsolini — costantemente diretto sulla corsia destra dei bianconeri — Locatelli detta i tempi, i subentrati Yildiz, Zhegrova e Gatti mantengono equilibrio e qualità. Yildiz — entrato al 70', assente negli allenamenti settimanali per un'infiammazione al tendine rotuleo — viene salutato con un applauso caloroso e riesce a fare alcune cose buone nonostante la condizione non ottimale. Locatelli lo abbraccia all'uscita come si abbraccia un compagno prezioso.

Un'immagine di Bernardeschi — l'ex bianconero accolto con affetto dai tifosi, uscito in lacrime per un infortunio alla gamba — chiude la serata con la malinconia propria di certi ritorni. Cinque vittorie e due pareggi nelle ultime sette partite: nessun'altra squadra in Italia ha fatto meglio in questo segmento di campionato.


I PROTAGONISTI

Migliori — Juventus

Manuel Locatelli è il MVP assoluto della serata. Tecnica cristallina, visione di gioco superiore alla categoria, presenza difensiva, leadership silenziosa. Voto: 8. Una partita che meritava il gol.

Gleison Bremer è una roccia. Ogni intervento è calibrato, ogni anticipo è perfetto. Nessuna sbavatura. Voto: 7,5. Forma straordinaria.

Emil Holm colpisce la traversa, combatte su ogni pallone, gestisce la posizione con intelligenza. Uno dei migliori acquisti invernali della Serie A. Voto: 7,5. Da riscattare senza esitazione.

Lloyd Kelly forma con Bremer una coppia difensiva solida e affidabile, pressa nella trequarti avversaria con coraggio. Voto: 7. Roccioso anche lui.

Weston McKennie è ovunque: recupera, si inserisce, assist decisivo per il 2-0. Stagione straordinaria. Voto: 7. Dieci gol e dieci assist.

Jonathan David segna di testa al primo minuto e si muove bene per tutto il match, con qualche errore tecnico nei controlli orientati e un'occasione divorata davanti a Ravaglia. Voto: 7. Il gol assolve le imprecisioni.

Pierre Kalulu — assist per il primo gol, propositivo, sempre disponibile come opzione di uscita. Voto: 7.

Da rivedere

Francisco Conceição è un motorino instancabile, crea occasioni, trova l'assist per David nell'azione del 42'. Ma le occasioni sprecate — specialmente il gol annullato e la conclusione al 22' — ne limitano il voto finale. Voto: 6. Il talento è fuori discussione, la freddezza ancora no.

Andrea Cambiaso ha buoni spunti ma alcune imprecisioni nella seconda frazione. Voto: 6,5 nel complesso, scende a 6 per il secondo tempo.

Spalletti: 8. Squadra organizzata, pressing codificato, cambi tempestivi. Il piano gara è stato rispettato con disciplina collettiva raramente vista nella Juventus degli ultimi anni.


CONCLUSIONE — CLASSIFICA E LA PROMESSA

Con questa vittoria la Juventus stacca il Como di cinque lunghezze e si avvicina in modo decisivo alla qualificazione in Champions League, portandosi a meno tre dal secondo posto, con un calendario che ora sorride e una striscia di risultati — cinque vittorie e due pareggi nelle ultime sette — che certifica una continuità di rendimento che questa squadra non aveva mai trovato prima dell'arrivo di Spalletti.

La promessa della serata, però, porta un nome ben preciso anche se ha giocato soltanto venti minuti: Kenan Yildiz. Autore di 19 gol e 10 assist in Serie A, il turco potrebbe diventare il terzo giocatore a prendere parte ad almeno 30 reti prima di compiere 21 anni da quando il torneo è tornato a 20 squadre, dopo Alexandre Pato e Domenico Berardi. Stasera è entrato tra gli applausi di un pubblico che lo ama, ha mostrato spunti tecnici notevoli nonostante la condizione fisica ancora precaria, ed è uscito abbracciato dal capitano Locatelli. Un gesto piccolo che dice tutto: questa Juventus sa prendersi cura dei propri talenti.

Nel frattempo, sotto la curva Sud, una corona di fiori bianchi e una maglia numero 13.

Ciao, Alex.

 
 
 

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