IL CALENDARIO CHE NON TORNA (E NON TORNERÀ)
- Cristiano Murtas

- 5 giu
- Tempo di lettura: 4 min
Anatomia di un equilibrio impossibile
LA SCENA DEL CRIMINE: PARMA, ORE 11.00
Il calendario della Serie A 2026/27 nasce in un clima che definire teso è un eufemismo.
La presentazione di Parma, teoricamente un rito amministrativo, si è trasformata in un esercizio di lettura tra le righe.
Non per la scenografia, non per i sorrisi di circostanza.
Per i numeri. Per le sequenze.
Per quella geometria nascosta che, se osservata con attenzione, racconta una storia che nessun comunicato ufficiale racconterà mai.
La domanda è sempre la stessa, da anni: il calendario è davvero neutro?
E se non lo è – come i dati suggeriscono con ostinazione – chi ne risponde?
Chi ha scritto quelle sequenze? Chi ha approvato quell’algoritmo?
Chi ha deciso che certe squadre dovessero avere un percorso ammortizzato e altre un sentiero di vetro?
“Il calendario non è un documento sportivo. È un documento di potere.”
L’OMBRA DI VIA ROSELLINI: IL PM ASCIONE E I FALDONI
L’inchiesta penale del PM Maurizio Ascione sulla gestione dei flussi calendariali non è un dettaglio di contorno: è la cornice dell’intero quadro.
Andrea Butti, figura centrale nella costruzione dei calendari, è stato ascoltato come persona informata dei fatti. La Lega tace. I faldoni parlano.
Cosa c’è dentro?
Quali conversazioni, quali e‑mail, quali pressioni?
La risposta, per ora, appartiene solo alla Procura.
Ma un effetto è già visibile: le nuove clausole di salvaguardia introdotte nel 2026/27 – come il divieto di far scontrare squadre europee in due settimane consecutive – non sono una riforma tecnica.
Sono un’ammissione.
Chi introduce una norma, riconosce implicitamente che prima quella norma non c’era.
E che la sua assenza produceva effetti.
Su chi? A vantaggio di chi?
COME SI MISURA LA DIFFICOLTÀ: IDG E IFC
Per capire quanto il calendario sia “neutro”, servono numeri.
Due indicatori sintetizzano la difficoltà reale di una stagione:
IDG (Indice di Difficoltà Giornata): misura la difficoltà di ogni singola giornata in base alla forza dell’avversario.
Ogni squadra è classificata in fasce A, B, C: Fascia A (top club) = 3 punti - Fascia B (media) = 2 punti - Fascia C (bassa) = 1 punto
La media IDG è la difficoltà media delle 38 giornate.Più alta è la media, più duro è il calendario.
IFC (Indice di Favorevolezza del Calendario): normalizza la difficoltà su scala 0–100.
Valori alti = calendario favorevole.
Valori bassi = calendario penalizzante.
È calcolato confrontando la distribuzione dei punteggi IDG con la media generale del campionato.
In sintesi: IDG misura la fatica, IFC misura il privilegio
L’INTER PROTETTA: UN CALENDARIO SENZA PICCHI
I numeri non mentono.
L’Inter presenta un IDG medio di 2.18, un IFC di 36.1, e soprattutto nessun cluster di big match.
Il calendario nerazzurro è un tappeto ammortizzato: picchi isolati, rientri morbidi, periodi europei protetti, nessuna sequenza A‑A‑A.
E il calendario 2026/27 conferma il pattern:
Debutto in casa col Monza
Nessuna trasferta pesante dopo le soste (27 settembre, 4 ottobre, 15 novembre, 28 marzo)
Big match sempre distanziati da partite di fascia B o C
Derby collocati in momenti neutri
Zero incastri pericolosi nei periodi europei
È un caso?
O è la ripetizione di un copione già visto?
“Quattro soste nazionali consecutive. Quattro volte la stessa squadra evita le trasferte pesanti. A che punto smette di essere fortuna?”
IL NAPOLI: IL NEMICO PUBBLICO N.1
Se l’Inter è protetta, qualcuno deve pagare il conto.
E il Napoli lo paga per intero.
Il calendario 2026/27 tratta gli azzurri come la squadra da contenere, non da valorizzare:
Trasferta a Genova alla prima giornata
Inter alla terza, Roma all’ottava, Juventus alla decima
Cluster micidiali tra ottobre e dicembre
Ritorno con Atalanta, Milan, Roma e Inter in sequenza ravvicinata
Trasferte lunghe dopo le soste (Venezia, Cagliari, Parma)
Il Napoli è la squadra che più spesso incrocia avversari di fascia A in periodi critici.
È la squadra che più paga la nuova clausola sulle squadre europee.
È la squadra che più subisce la concentrazione dei big match.
Se l’obiettivo era “raffreddare” la principale antagonista dell’Inter, la missione è compiuta
LA JUVENTUS NEL TRITACARNE: MARZO COME UNA SENTENZA
La Juventus parte con un calendario morbido, come confermato dall’IFC più alto (42.8).
Ma è un vantaggio apparente.
Perché da febbraio a fine marzo, il calendario diventa un tritacarne:
Napoli (24ª)
Bologna (25ª)
Atalanta (26ª)
Roma (27ª)
Lazio (28ª)
Milan (29ª)
Torino (30ª)
Inter (36ª)
È un corridoio di fuoco senza ammortizzatori.
Proprio nei mesi in cui la Juventus giocherà l’Europa League.
La domanda è inevitabile:
chi ha verificato che l’algoritmo non contenesse pesi opachi?
Chi ha controllato che certe sequenze non fossero il prodotto di interventi manuali?
Nessuno ha mai visto il codice.
Nessuno ha mai avuto accesso ai log.
Nessuno ha mai certificato la neutralità del processo.
MILAN E ROMA: I CALENDARI PIÙ SPORCHI
Milan – IDG 2.18, IFC 34.7
Il calendario rossonero è un elettrocardiogramma impazzito:
cluster di big match (Atalanta, Napoli, Inter)
rush finale durissimo
zero protezioni nei periodi europei
derby collocati in momenti critici
Roma – IDG 2.18, IFC 33.9 (il più basso)
La Roma è la più penalizzata:
blocchi A‑A‑A frequenti
derby in momenti delicatissimi
finale di stagione proibitivo
trasferte lunghe dopo le soste
incastri con Atalanta, Milan e Juventus senza cuscinetti
Il calendario giallorosso è il più instabile, il più irregolare, il più “sporco”.
LE DOMANDE SENZA RISPOSTA
Chi ha accesso in scrittura all’algoritmo prima della pubblicazione?
Esistono log delle modifiche manuali?
Perché le clausole di salvaguardia sono state introdotte solo ora?
Quali comunicazioni ci sono state nelle 72 ore precedenti la presentazione?
Il PM Ascione ha acquisito i calendari degli ultimi tre anni?
LA DIPLOMAZIA DELLA PAURA
Il miglioramento parziale del calendario 2026/27 non nasce da una riforma interna.
Nasce dalla paura.
Paura dei faldoni milanesi.
Paura che la prossima udienza sveli ciò che per anni è stato nascosto.
Il calcio italiano si è dato una ripulita di facciata non per convinzione, ma per sopravvivenza.
“L’unico vero arbitro dell’equità calendariale in Italia si chiama Procura della Repubblica.”
CONCLUSIONE: IL SILENZIO CHE ACCUSA
Il calendario 2026/27 è un equilibrio fragile, costruito sulla prudenza e sulla pressione giudiziaria.
Inter protetta.
Napoli, Juventus, Milan e Roma penalizzate in modi diversi.
Asimmetrie che si ripetono con una puntualità che la statistica fatica a definire casuale.
Se la Lega vuole chiudere la discussione, ha un solo modo:
aprire i dati. Pubblicare i criteri. Mostrare il codice.
Finché non lo farà, il silenzio continuerà a parlare.
E continuerà ad accusare.



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