COCCHI VALE TRE VOLTE PUCZKA. I GIOCHINI DI TRANSFERMARKT.
- Cristiano Murtas

- 3 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Plusvalenze virtuali, listini orientati e il metodo collaudato che dal 2018 fa quadrare i bilanci nerazzurri con moneta fittizia.
C'è un filo rosso che attraversa la storia recente dell'Inter sul mercato. Non è un filo sottile, né nascosto. È uno spago grosso, visibile, che collega il 2018 a oggi passando per una logica sempre uguale a se stessa: creare valore dal nulla, trasformarlo in moneta contabile, far quadrare i bilanci con denaro che non esiste. Il tutto con la complicità silenziosa di un sistema mediatico che non analizza, non approfondisce, non verifica. Racconta.
E racconta male, quasi sempre, quasi sempre a favore degli stessi colori.
Il campo non mente. I listini si.
Prendiamo due esterni sinistri under 22 attualmente circolanti nel mercato italiano. Il primo è David Puczka, austriaco, classe 2005, 21 anni, pilastro della Juventus Next Gen in Serie C. Il secondo è Matteo Cocchi, italiano, classe 2007, 19 anni, cresciuto nel Bologna e oggi nelle giovanili dell'Inter.
Puczka gioca nel calcio professionistico vero, dove gli spazi si restringono e i contrasti si fanno sentire. Da esterno a tutta fascia nel 3-5-2, ha segnato 10 gol in campionato: cifre straordinarie per un laterale difensivo. Cocchi, due anni più giovane, vive ancora nel calcio giovanile, con un profilo conservativo, da assistman nelle giovanili. Nessuna presenza nel professionismo, nessun dato statistico paragonabile.
Sul campo non ci sarebbe partita.
CARATTERISTICA | DAVID PUCZKA (JUVENTUS) | MATTEO COCCHI (INTER) |
Età | 21 anni (classe 2005) | 19 anni (classe 2007) |
Realtà competitiva | Serie C (professionismo) | Primavera / giovanili |
Gol stagione | 10 gol + 4 assist | 0 gol nel professionismo |
Eppure i numeri di Transfermarkt raccontano un'altra realtà parallela. Puczka, con 10 gol in Serie C e tre club europei già sul taccuino, vale secondo il portale tedesco 500.000 euro. Cocchi, con 16 minuti totali in Serie A e zero gol nel professionismo che conti, vale 1,5 milioni di euro. Tre volte tanto. Il campo dice una cosa. Il listino ne dice un'altra. E come vedremo, non è un caso.
Cinque milioni di euro di valore virtuale si trasformano in cinque milioni di euro di plusvalenza reale.
La moneta virtuale paga i debiti reali.
2018: IL METODO BASTONI E I GIOVANI FANTASMA
Questo non è la prima volta. Nel 2018 l'Inter acquistò Alessandro Bastoni dall'Atalanta per 31 milioni, ammortizzando 18 milioni attraverso la cessione contemporanea di tre giovani del vivaio: Eguelfi, Bettella e Carraro. Tre valutazioni. Tre plusvalenze.
L'epilogo? Zero presenze totali con la maglia orobica. Prestiti in serie minori, contratti in scadenza, svincoli a parametro zero. Pedine contabili, usate per far tornare i numeri su un foglio Excel. I media parlarono di 'operazioni intelligenti'. Nessuno scrisse la parola che quei movimenti meritavano.
LA QUESTIONE DEI LISTINI: CHI DECIDE I VALORI E PERCHÉ NON SONO NEUTRALI
Le valutazioni di Transfermarkt vengono percepite come dati oggettivi. Non lo sono. Il processo è un mix di intelligenza collettiva e moderazione editoriale: gli utenti propongono rialzi o ribassi, i cosiddetti Cappotti Bianchi (esperti accreditati) guidano la community.
Una delle colonne portanti della redazione italiana è Aniello Luciano, Data Scout di Transfermarkt e collaboratore attivo di FCInter1908.it, fondatore dello storico blog "Luciano — Interista
sempre". Accanto a lui Stefano Buonfino, che in un vecchio post pubblico su Facebook scriveva che «gli juventini non sanno più cosa inventarsi per screditare l'Inter», attribuendo ai tifosi bianconeri un atteggiamento «sadico e antisportivo». Registro del tifo, non della neutralità statistica.
Completano il quadro i legami commerciali con Football Benchmark di Andrea Sartori, ex Global Head of Sports di KPMG, che acquista i dati di Transfermarkt e li trasforma in proiezioni miliardarie. Il suo ultimo studio stima il valore dell'Inter a 1,3 miliardi di euro, con il potenziale dello stadio San Siro che incide per oltre il 30% — voce speculativa, futuribile, subito rilasciata in prima pagina dalla Gazzetta dello Sport come verità assoluta.
Il risultato: un ecosistema chiuso. Transfermarkt produce valori orientati, Football Benchmark li amplifica, i media li certificano, i club li usano come leva finanziaria. Un giovane delle giovanili nerazzurre può vedere la propria valutazione triplicare non perché lo meriti il campo, ma perché il sistema ha bisogno che cresca.
CONCLUSIONE: NON È MERCATO. È CONTABILITÀ CREATIVA.
I valori di mercato sono in larga parte una finzione condivisa, utile a chi ha bisogno di far quadrare i conti senza liquidità reale. L'Inter di Marotta ne ha fatto un'arte. Dal 2018 almeno, con il metodo Bastoni. Quando le plusvalenze fittizie diventano strumento ordinario, quando i listini vengono costruiti da figure che tifano apertamente per il club che ne beneficia, quando un consulente ex-KPMG gonfia il valore di una società usando gli stessi bilanci certificati da KPMG — allora si sta descrivendo qualcosa che ha poco a che fare con il calcio.



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