JUVENTUS WOMEN – ROMA: LA STORIA COMANDA, LA GLORIA ATTENDE
- Debora

- 24 apr
- Tempo di lettura: 2 min
I momenti stellari
C'è una frase di Stefan Zweig che descrive perfettamente ciò che accade quando due grandi si incontrano:
I momenti stellari della storia non si annunciano, semplicemente accadono — e chi li vive porta addosso il peso di tutto ciò che li ha preceduti.
Juventus e Roma si portano addosso questo peso ogni volta che scendono in campo insieme. Le squadre cambiano, le stagioni si alternano, i ruoli si invertono. Ma queste due squadre restano, invariabilmente, il centro di gravità del calcio femminile italiano.
La regina e la pretendente
Domani, 25 aprile, al Comunale Vittorio Pozzo Lamarmora si gioca una partita che porta con sé il peso della storia. Da una parte la Juventus Women, la squadra più titolata del calcio femminile moderno italiano: sei scudetti in bacheca, cinque consecutivi tra il 2018 e il 2022, poi il sesto conquistato nella scorsa stagione. Dall'altra la Roma Femminile, la più seria sfidante al trono bianconero: due scudetti, entrambi strappati alla Juventus nel 2023 e nel 2024, e oggi in fuga verso il terzo, con 43 punti e nove di vantaggio sull'Inter a quattro giornate dal termine.
Chi osserva dall'esterno — e guarda la Serie A maschile — noterà una simmetria quasi geometrica: la Juventus ha sempre circa il doppio degli scudetti dei propri rivali. Vale per gli uomini, vale per le donne. Una vocazione alla supremazia che sembra iscritta nel DNA bianconero, indipendentemente dal terreno di gioco.
Zero. Come i titoli dell'Inter
E l'Inter? L'Inter Women è seconda in classifica, lotta per la Champions, ha ambizioni legittime. Ma nel palmares del campionato femminile italiano, le nerazzurre contano esattamente zero scudetti. Un primato al contrario che, in un paese dove il calcio si misura anche in tricolori, pesa come un macigno. Per dirla con Oscar Wilde — con la leggerezza che merita l'argomento — «l'esperienza è il nome che diamo ai nostri errori»: l'Inter ne ha collezionata molta, di esperienza.
La vergogna che non va dimenticata
Juventus e Roma. La più titolata contro la seconda più titolata. Una rivalità che nel tempo si è caricata di intensità, di bellezza sportiva, ma anche — ed è giusto dirlo, senza reticenze — di episodi che nulla hanno a che fare con lo sport.
Aprile 2023, Stadio Tre Fontane, Roma. Al termine di una sfida scudetto vinta dalle giallorosse per 3-2, una frangia della tifoseria romanista riempì di insulti e sputi il tecnico bianconero Joe Montemurro durante le interviste a bordocampo. Le calciatrici della Juventus furono insultate dalla tifoseria dietro la panchina. A denunciarlo con fermezza fu Martina Rosucci:
La violenza, anche quando verbale, va denunciata. Che vergogna.
La Procura Federale della FIGC aprì un'indagine. Di quella indagine, poi, non si seppe più nulla. Il silenzio istituzionale che seguì fu, forse, la parte più eloquente della vicenda.
Come scrisse Albert Camus:
«Il silenzio degli uomini mi spaventa più di qualsiasi parola».
Il campo risponde
Domani si torna in campo. La Roma insegue il terzo scudetto della sua storia, la Juventus difende il suo terzo posto e la qualificazione alla Champions League. Sul prato, le ragazze bianconere avranno l'occasione di rispondere nel solo modo che conta: con il gioco, con il carattere, con la dignità che ha sempre contraddistinto questa maglia.
Il campo non dimentica. E la storia, si sa, tiene il conto.



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