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Inter, i tar files minacciano l'iscrizione in Serie A

Secondo atti legali acquisiti al Tribunale Amministrativo Regionale, F.C. Internazionale avrebbe omesso di comunicare alla FIGC che il 74,17% dell'interesse economico sul club fa capo a Brookfield Corporation, colosso canadese quotato a Wall Street.

Una violazione dell'Art. 20 bis delle NOIF che — a cascata — potrebbe compromettere i requisiti per l'iscrizione al prossimo campionato.

Il contesto: San Siro e il cambio proprietario sottotraccia

Per comprendere la vicenda occorre ricostruire la cronologia degli eventi. Con una manovra finanziaria avvenuta in modo riservato, il colosso canadese Brookfield Asset Management ha acquisito per 3 miliardi di dollari il 26% di Oaktree, incamerandone di fatto anche il 100% delle quote di Inter Fc. L'operazione rappresenta il completamento di un processo iniziato nel 2019, quando Brookfield aveva già assunto il controllo operativo del gruppo Oaktree.

La transazione arriva in un momento particolarmente delicato per la società nerazzurra e per la città di Milano, poiché coincide con la fase conclusiva della vendita dello stadio Giuseppe Meazza da parte del Comune alle due squadre cittadine. Il 30 settembre 2025 la delibera di vendita viene approvata dal Consiglio Comunale. Ma è proprio in questa sovrapposizione temporale — la vendita di San Siro e il cambio proprietario — che si innesta il problema sollevato dagli atti legali.

Il 15 ottobre 2025, Brookfield Asset Management annuncia l'acquisizione del restante 26% di Oaktree per circa 3 miliardi di dollari. Il dato cruciale è che Brookfield controllava già il 74% di Oaktree dal 2019. Il rogito per San Siro viene firmato il 5 novembre 2025: al momento della stipula, i titolari effettivi dell'acquirente erano nel frattempo cambiati.

Il nodo giuridico: l'Art. 20 bis NOIF e l'obbligo di trasparenza totale

Qui entrano in gioco gli atti legali trasmessi al TAR. Il fulcro della questione risiede nell'applicazione dell'Articolo 20 bis delle Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF), che disciplina i requisiti di trasparenza proprietaria per le società calcistiche professionistiche. La norma si applica alle acquisizioni di partecipazioni pari o superiori al 10% del capitale sociale di una società sportiva affiliata alla FIGC.

La questione della comunicazione degli UBO (Ultimate Beneficial Owner) all'Inter era già emersa nel contesto della vendita di San Siro. Nella documentazione inviata al Comune, l'Inter aveva indicato i singoli Beneficiari Effettivi della struttura lussemburghese attraverso cui il fondo californiano esercita il controllo sulla società. La seconda comunicazione, del 23 settembre 2025, riprende la documentazione depositata alla FIGC il 22 maggio 2024, quando Oaktree era diventata proprietaria del club.

 Il beneficiario effettivo omesso: Brookfield nel cuore della catena

Gli atti legali individuano il problema centrale: la mancata indicazione di Brookfield Corporation come soggetto detentore della quota economicamente prevalente dell'intero assetto proprietario.

 

  • Il Beneficiario Effettivo istituzionale (Interesse economico prevalente)

Risalendo l'altro ramo del grafico, quello relativo ai flussi di cassa e alla proprieta' dei capitali (Economic Interest), emerge che il 74,17% dei proventi economici fa capo al colosso multinazionale canadese Brookfield. Ai sensi della normativa sulla trasparenza dei titolari effettivi recepita dalle NOIF, l'Inter deve indicare:

Brookfield Corporation (societa' canadese quotata alle borse di New York e Toronto, NYSE/TSX), che controlla la catena finanziaria attraverso Brookfield OCM Holdings, LLC.

Nota di sintesi per la FIGC: Ai fini dell'onorabilita' e della trasparenza, l'Inter non puo' fermarsi al Lussemburgo. La comunicazione NOIF deve presentare i casellari giudiziali e le dichiarazioni di onorabilita' dei tre manager americani (Marks, Karsh, Stone) che controllano i voti del fondo, e dare formale evidenza della transizione dei capitali verso la public company canadese Brookfield.

 

  •  Il precetto violato: L'obbligo di trasparenza totale (Art. 20 bis NOIF)

L'Articolo 20 bis stabilisce che, in caso di acquisizione di partecipazioni rilevanti (pari o superiori al 10%), le societa' calcistiche devono fornire alla FIGC la mappa completa della propria struttura societaria.

La norma non si accontenta del primo livello (la scatola lussemburghese Grand Tower S.a' r.l.), ma esige di risalire l'intera catena di controllo fino ai 'Titolari Effettivi' (persone fisiche) e ai 'Beneficiari Effettivi' istituzionali.

La posizione di Brookfield nello Structure Chart Dal documento ufficiale emerge che:

Il 74,17% dell'interesse economico (Economic Interest) della catena che controlla la maggioranza dell'Inter fa capo a Brookfield OCM Holdings, LLC.

Questa catena finanziaria risale direttamente a Brookfield Corporation, colosso multinazionale canadese quotato al NYSE e al TSX.

Se l'Inter si e' limitata a indicare alla FIGC i soli partner gestori di Oaktree (Marks, Karsh, Stone) in virtu' dei loro diritti di voto (Voting Rights), omettendo di dichiarare che quasi i tre quarti del valore economico del club sono di proprieta' degli azionisti di Brookfield, si configura una violazione per omessa o incompleta comunicazione.


La configurazione della violazione

Nel diritto sportivo della FIGC, la trasparenza sui passaggi proprietari serve a verificare i requisiti di onorabilita' e solidita' finanziaria di chi immette capitali nel calcio italiano.

L'omissione di Brookfield comporta due anomalie gravi:

Mancata verifica dei requisiti di onorabilita': I soggetti apicali e i grandi azionisti di Brookfield Corporation non sono stati sottoposti al vaglio della FIGC (assenza di pregiudiziali penali, fallimentari o legami con altre societa' di calcio).

Schermatura del reale investitore: Presentare il fondo Oaktree come unico proprietario, nascondendo il legame strutturale ed economico con Brookfield, integra una condotta decettiva (mancata corrispondenza tra la governance formale e la reale titolarita' dei flussi finanziari).

 

A carico della Societa' (F.C. Internazionale)

Penalizzazione in classifica: La sanzione base per la violazione dei requisiti di trasparenza proprietaria o per la fornitura di dati incompleti/non veritieri prevede almeno 2 punti di penalizzazione da scontare nel campionato in corso.

Ammenda pecuniaria: Sanzione economica proporzionata alla gravita' dell'omissione.

Sanzioni estreme (Mancata regolarizzazione): Se la FIGC diffida il club a regolarizzare la comunicazione indicando Brookfield e fornendo i relativi documenti di onorabilita', e il club non adempie entro 30 giorni, la societa' rischia la non ammissione o l'esclusione dal campionato di competenza.

 Cosa deve fare ora la FIGC

Secondo la ricostruzione giuridica contenuta negli atti legali, la Federazione si troverebbe nella condizione di dover formalmente richiedere chiarimenti all'Inter in merito alla catena proprietaria che vede Brookfield Corporation come soggetto economicamente prevalente. La mancata azione della FIGC configurerebbe, a sua volta, una responsabilita' istituzionale nell'omessa vigilanza.

Il manuale licenze FIGC 2026/2027 conferma che le societa', per partecipare ai campionati professionistici di Serie A, devono ottenere la Licenza Nazionale e a tal fine devono effettuare gli adempimenti previsti in relazione ai criteri legali ed economico-finanziari. Il mancato adempimento di uno solo di tali criteri puo' pregiudicare l'intera iscrizione.

L'Inter ha tempo per regolarizzare la propria posizione. Ma l'orologio e' gia' in moto. E dietro le cifre di uno structure chart lussemburghese si celano domande a cui la giustizia sportiva italiana potrebbe presto dover rispondere.

 
 
 

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