IL PANTOFOLAIO MAGICO
Cronaca di un commissariamento annunciato — o di una regia perfetta
Il Filo che Parte da Lissone
Cominciamo dall'inizio. O meglio, da quello che sembra l'inizio ma potrebbe essere già la fine di una storia scritta altrove, in un ufficio che non ha nulla a che vedere con il calcio.
La Procura di Milano accelera sull'inchiesta arbitri. Al centro le presunte "bussate" alla sala VAR di Lissone, con tre imputazioni a carico dell'ex designatore Rocchi: una sul caso Udinese-Parma e due legate a designazioni che sarebbero state pilotate a favore dell'Inter. In questo contesto, la FIGC fa la sua prima comparsa nell'inchiesta attraverso l'audizione di Giancarlo Viglione, avvocato e responsabile dell'Ufficio legislativo, sentito dal pm Maurizio Ascione e dalla Guardia di Finanza per circa due ore e mezza. Viglione è l'uomo che la Lega Serie A aveva chiamato per gestire la questione degli ispettori al VAR. L'uomo di raccordo tra la Federazione e il palazzo. Un nome, per ora, che galleggia. Ma i nomi che galleggiano, nel calcio italiano, tendono a tornare a galla.
Il Candidato con la Pantofola Avvelenata
Mentre la Procura di Milano scava, il calcio italiano si prepara alle elezioni federali. Il 22 giugno si terrà l'assemblea elettiva per scegliere il successore di Gravina. I candidati ufficiali sono due: Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. In apparenza una sfida. In realtà, una partita già scritta nei numeri: Malagò può contare sulla Lega Serie A, mai così unita nella sua storia (18%), la Serie B (6%), l'associazione calciatori (20%) e quella allenatori (10%).⁴ Cinquantaquattro percento. Partita chiusa. Malagò vince, tutti a casa.
Peccato che sopra quella vittoria aleggi qualcosa di sottile, quasi impalpabile. Qualcosa che in francese si chiama pantouflage e in italiano suona come una parolaccia: il divieto, per chi ha guidato un ente vigilante, di assumere ruoli in organismi da esso controllati prima che siano trascorsi tre anni. Malagò ha lasciato il CONI da appena un anno. E il CONI sulla FIGC esercita poteri amministrativi precisi — primo tra tutti: il commissariamento. La pantofola, insomma, è ancora calda. E qualcuno ha già cominciato ad annusarla.
Il Pantofolaio Che Sapeva
Malagò glissa. Interrogato sulla questione eleggibilità, risponde che non si aspetta sorprese — "altrimenti non mi sarei candidato" — pur ammettendo che con il passare del tempo fa fatica a escluderle del tutto. La frase di un uomo sicuro di sé, o di un uomo che sa già come andrà a finire? Perché il pantofolaio non è necessariamente ingenuo. A volte le pantofole le infila con deliberata noncuranza, sapendo perfettamente dove portano.
L'Interrogazione Come Detonatore
Poi arriva la mossa che cambia la natura del problema. Il senatore della Lega presenta un'interrogazione parlamentare al ministro Abodi sull'ineleggibilità di Malagò — una mossa che, sul piano pratico, potrebbe innescare l'ANAC, l'autorità competente sulla questione, citata esplicitamente nel testo. L'interrogazione arriva dalla maggioranza. Non dall'opposizione, non da un franco tiratore isolato. Dalla Lega. Dal partito di governo. Il segnale è cristallino: l'esecutivo non si è ancora del tutto arreso all'ascesa di Malagò in FIGC.
E la vera ambizione del governo, nel frattempo, non è mai stata segreta. Il vero sogno dei ministri Abodi e Giorgetti è che dall'urna esca un pareggio — improbabile, a oggi — perché la politica vuole e continua a preferire il commissariamento.⁹ Lo hanno detto chiaramente: "Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà, tra scandali e fallimenti sportivi in serie" e "è sempre più doveroso e necessario un commissariamento della FIGC per ripartire da zero con pieno rinnovamento e figure nuove."
Berrutto Aveva Ragione — Ma Non Contava Niente
A questo punto entra in scena Mauro Berrutto. L'ex ct della pallavolo, oggi deputato del Partito Democratico e responsabile sport, ricorda a tutti un piccolo particolare scomodo: fu lui, mesi fa, a chiedere un'indagine parlamentare sulla giustizia sportiva — quella stessa giustizia sportiva che oggi la destra vuole smontare attraverso il commissariamento. Allora nessuno gli diede retta. Anzi, Gravina fu furioso. Oggi che conviene, il commissariamento è diventato improvvisamente urgente, necessario, vitale. La destra scopre la riforma quando la riforma coincide con il controllo. Non prima. Mai prima.
Il Cavallo di Troia in Pantofole
E qui — attenzione, perché qui si entra nel territorio della geopolitica del pallone — viene da chiedersi se Malagò sia davvero il candidato della Serie A contro il governo, o se non sia invece qualcosa di molto più raffinato: il cavallo di Troia del governo dentro la Serie A.
Ragionateci. Un uomo che sa di avere la pantofola del pantouflage infilata nel meccanismo. Che si candida lo stesso. Che vince — perché i numeri lo dicono. Che viene eletto il 22 giugno. E che a quel punto viene colpito dall'ANAC, da un ricorso al TAR, da un pronunciamento del Consiglio di Stato. L'elezione viene invalidata. La FIGC resta senza presidente legittimo. E scatta, per statuto, il commissariamento da parte del CONI.
Ma il CONI, senza Malagò che nel frattempo è saltato, chi mette come commissario? Chi lo sceglie? Chi governa quella stagione di interregno in cui la Procura federale — già scossa dall'inchiesta arbitri, già in bilico — rimane senza copertura istituzionale?
La risposta, naturalmente, è: chi ha in mano i fili.
Endgame: Il Vuoto Istituzionale Come Obiettivo
Il quadro finale è questo. Un'inchiesta penale che lambisce la FIGC attraverso Viglione e gli ispettori VAR. Un candidato favorito con una pantofola avvelenata sul piede — il Pantofolaio Magico che forse sa benissimo di esserlo. Un governo che spinge per il commissariamento da mesi, con interrogazioni parlamentari, dichiarazioni di ministri, note di partito. Un'opposizione che aveva chiesto le riforme quando ancora nessuno voleva sentirle. E una Procura federale che, nel caos istituzionale seguito a un'eventuale elezione invalidata, si troverebbe a operare nel vuoto.
Nel calcio italiano, il caso non esiste. Esiste solo la regia. E quando la regia è buona, sembra sempre un incidente.
Le pantofole di Malagò scricchiolano. Ma forse scricchiolano esattamente dove qualcuno vuole che scricchiolino.
Il Pantofolaio Magico non è necessariamente chi porta le pantofole. A volte è chi le ha cucite.




COMPLIMENTI SIETE GRANDI --- FORZA JUVENTUS.! SOLO FUORI DAL CAMPO DEL RESTO , POSSONO AFFOSSARCI , L OSSESSIONE A PARTIRE DAL SENATO NON SPARIRA' MAI COMUNQUE SIA !!