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Arbitropoli: pm Ascione e Ielo, niente insabbiamento.

10 lug
Tempo di lettura: 3 min
Rocchi indagato per frode con l'Inter

Nuovi sviluppi nell'inchiesta Arbitropoli. I pm Ascione e Ielo interrogano Rocchi e notificano il secondo avviso di garanzia per frode sportiva in concorso con esponenti dell'Inter.

In arrivo l'avviso di conclusione indagini. Notificate le contestazioni per le stagioni 2024/2025 e 2025/2026.


Secondo quanto emerge, il quadro investigativo si è ulteriormente consolidato grazie a nuove acquisizioni tecniche e a una ricostruzione cronologica delle designazioni ritenute “anomale”, già oggetto di approfondimento da parte della Guardia di Finanza.


L’ipotesi di un insabbiamento del procedimento Arbitropoli da parte della Procura di Milano appare poco credibile. Nelle ultime 72 ore sono infatti emersi stralci di intercettazioni coperte da segreto istruttorio, contenute negli atti dell’inchiesta condotta dai pm Maurizio Ascione e Paolo Ielo. Si tratta di comunicazioni che, secondo gli inquirenti, delineerebbero un quadro di rapporti sistematici e non episodici tra il designatore e alcuni dirigenti nerazzurri, con conversazioni che riguardano non solo singole gare ma l’intero processo di selezione arbitrale.


Non si tratterebbe di ricostruzioni giornalistiche, come quelle apparse sul Corriere della Sera o sul Fatto Quotidiano, ma di documenti pubblici già inseriti nella discovery allegata all’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atteso entro la fine del mese.


La presenza di tali atti nella discovery conferma che la Procura ritiene il materiale probatorio già maturo e sufficiente per sostenere l’impianto accusatorio davanti al Gip, escludendo di fatto l’ipotesi di un procedimento destinato a sgonfiarsi. L'interrogatorio fiume di Rocchi e il secondo avviso di garanzia Un passaggio chiave dell’indagine si è consumato il 29 giugno scorso. In quella data l’ex designatore Gianluca Rocchi è stato ascoltato per oltre 6 ore, dalle 15:00 alle 21:00, dai pm titolari del fascicolo. Durante l’interrogatorio, secondo fonti qualificate, i magistrati avrebbero contestato a Rocchi una serie di episodi specifici, corredati da intercettazioni e riscontri documentali, chiedendo chiarimenti sulle interlocuzioni avute con dirigenti dell’Inter in prossimità di alcune designazioni sensibili. Al termine dell’interrogatorio a Rocchi è stato notificato un secondo avviso di garanzia ex art. 369 c.p. Il capo di imputazione è pesante: frode sportiva ai sensi della Legge 401/1989, in concorso con esponenti della FC Internazionale Spa.


La contestazione in concorso implica che la Procura ritiene esistente un coordinamento, anche solo informale, tra il designatore e soggetti del club, un elemento che nella giurisprudenza sulla frode sportiva rappresenta un aggravante decisiva. L’accusa ipotizzata dai magistrati è quella di un "previo concerto" finalizzato all’alterazione delle designazioni arbitrali nelle stagioni calcistiche 2024/2025 e 2025/2026. Il riferimento alle due stagioni consecutive suggerisce che gli inquirenti abbiano individuato una continuità operativa e non un singolo episodio isolato, con un presunto schema di interferenze che avrebbe inciso sulla regolarità del campionato.


Verso il rinvio a giudizio? Difficile l'archiviazione Proprio la formulazione del reato rende improbabile una richiesta di archiviazione ex art. 408 c.p.p. da parte della Procura. In casi analoghi, la Procura di Milano ha sempre proceduto con il rinvio a giudizio quando erano presenti intercettazioni e atti formali che delineavano un quadro di concertazione tra più soggetti. Negli atti notificati a Rocchi i pm scrivono infatti che alla violazione della legge sulla frode sportiva avrebbero concorso anche "esponenti" della società nerazzurra. Al momento non è dato sapere se si tratti di figure apicali o meno. La scelta di non specificare i nomi nell’avviso è tipica delle fasi finali delle indagini, quando la Procura preferisce mantenere riservatezza fino alla notifica formale ai soggetti coinvolti. Tuttavia, la semplice menzione degli “esponenti” indica che il fascicolo contiene elementi che vanno oltre la posizione del solo Rocchi.


Con l’avviso di fine indagini ormai prossimo, le parti avranno a disposizione 20 giorni per prendere visione degli atti e depositare memorie difensive prima della decisione del Gip. In questa fase, le difese potranno chiedere integrazioni probatorie, ma la presenza di intercettazioni e atti già cristallizzati rende difficile scardinare l’impianto accusatorio. Il Gip, come da prassi, valuterà la solidità del quadro probatorio e la coerenza delle contestazioni prima di decidere sul rinvio a giudizio.

 
 
 

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